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Sant'Albano Stura
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Domande frequenti



Presso l’Anagrafe Comunale si autenticano le firme in calce a:
Istanze e dichiarazioni sostitutive del’atto di notorietà presentate per la riscossione di benefici economici da parte di terzi (es. Deleghe alla riscossione);
Istanze e dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà presentate a privati (es. banche, assicurazioni);

La sottoscrizione delle istanze e delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà rivolte ad una Pubblica Amministrazione o a gestori o esercenti un pubblico servizio non deve essere autenticata (unica eccezione: atti presentati per la riscossione di benefici economici da parte di terzi) e deve essere fatta:
In presenza del dipendente addetto dell’Amministrazione ricevente;
O presentata con fotocopia del documento di identità del dichiarante.
E’ una dichiarazione che l’interessato redige e sottoscrive nel proprio interesse su stati, fatti e qualità personali e che utilizza nei rapporti con la P.A e con i concessionari ed i gestori di pubblici servizi. Nel rapporto con un soggetto privato il ricorso all’autocertificazione è rimandato alla discrezionalità di quest’ultimo.
Tale dichiarazione puó sostituire le normali certificazioni e gli atti notori.

COSA SI PUO’ DICHIARARE:
Data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza godimento dei diritti politici, stato di celibe, coniugato o vedovo, stato di famiglia esistenza in vita, nascita figlio, decesso del coniuge, ascendente, discendente, iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti dalla P.A., appartenenza ad ordini professionali, titolo di studio ed esami sostenuti, qualifica professionale, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento di qualificazione tecnica, situazione reddituale od economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali, assolvimento di obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto, possesso e numero di codice fiscale, partita iva e dati dell’anagrafe tributaria, stato di disoccupazione, qualità di pensionato e categoria di pensione, qualità di studente, qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, curatore e simili, iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo, tulle le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari ivi compresi quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio, di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa, di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali, tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato, contenuti nei registri dello stato civile, di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domando di concordato.
L'Ufficiale dello Stato Civile fa presente agli sposi che nell'atto di matrimonio, sia civile che religioso, essi possono scegliere il regime della separazione dei beni.
Per i matrimoni civili la scelta del regime patrimoniale dovrà essere comunicata con congruo anticipo, prima della stesura dell’atto, unitamente alla generalità dei due testimoni. La loro decisione dovrà essere comunicata con un congruo anticipo, prima della stesura dell'atto, unitamente alle generalità dei testimoni, per i matrimoni civili.

Informativa per i Cittadini

 

Dal l 9 maggio 2012 entra in vigore la Legge 35/2012, la quale prevede nuove procedure per le istanze di cambio di residenza.

 Il cittadino deve dichiarare il nuovo indirizzo di residenza all’Ufficio Anagrafe nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti.

 La domanda deve essere presentata utilizzando il modello unico ministeriale reperibile sul sito del Ministero dell’Interno e deve essere compilata in modo chiaro.

 L’ufficiale d’Anagrafe non potrà accettare domande presentate in un formato diverso e/o non compilate in tutte le parti obbligatorie (contrassegnate da asterisco) o con scritture non chiaramente leggibile o contenenti cancellazioni, correzioni,. . . In caso contrario la domanda è IRRICEVIBILE.
A tal fine si precisa che il numero di scala, piano e interno dell’abitazione sono obbligatori qualora l’edificio comprenda più di una unità abitativa.

 La domanda di residenza puó essere avanzata da un qualsiasi componente del nucleo famigliare, purchè maggiorenne. I componenti maggiorenni del nucleo familiare devono comunque sottoscrivere il modulo di richiesta.

 L’istanza, unitamente al documento di identità (in copia fronte-retro) di tutti coloro che trasferiscono la residenza e altra documentazione prevista, deve essere presentata al Servizio Demografici- Ufficio Anagrafe-  del Comune di Sant’Albano Stura mediante le seguenti modalità:

Di persona, recandosi allo sportello aperto nei giorni di:

  • Lunedì  dalle 8.15 alle 12.15 

  • Martedì  dalle 8.15 alle 12.15  e dalle  14.30 alle 15.30

  • Mercoledì  dalle 8.15 alle 12.15

  • Giovedì  dalle 8.15 alle 12.15  e dalle  14.30 alle 15.30

  • Venerdì  dalle 8.15 alle 12.15

  •  

Con Raccomandata al seguente indirizzo:
  Servizi Demografici - Ufficio Anagrafe - Via Federico Vallauri n. 10 - 12040 SANT’ALBANO STURA

 

Per posta elettronica esclusivamente al seguente indirizzo:
  segreteria@comune.santalbanostura.cn.it

 

Via Fax al n. 0172.67587

La domanda di residenza costituisce atto di autocertificazione da parte dell’istante, pertanto in caso di dichiarazioni mendaci il dichiarante sarà denunciato alle competenti autorità per le responsabilità penali, ai sensi degli articoli 75 e 76 del D.P.R. 445/2000.

 Il Comune entro 45 giorni dalla dichiarazione procede all’accertamento dei requisiti cui è subordinata l’iscrizione anagrafica. Trascorso tale termine senza che siano pervenute comunicazioni ostative, quanto dichiarato si considera conforme alla situazione di fatto (silenzio-assenso, art. 20 legge 241/1990). In caso di accertamento negativo l’interessato sarà cancellato dall’anagrafe con effetto retroattivo e sarà denunciato alle competenti autorità, per le responsabilità penali per dichiarazioni mendaci, ai sensi degli articoli 75 e 76 del D.P.R. 445/2000.

 

Informativa per i Comuni

 

Dal 9 maggio 2012 entra in vigore la Legge 35/2012, la quale prevede nuove procedure per le istanze di cambio di residenza. I recapiti che gli Uffici Anagrafe dei Comuni possono utilizzare per trasmettere le comunicazioni relative al procedimento di trasferimento di residenza sono i seguenti:

 

Postale: Comune di Sant’Albano Stura Servizio Demografici - Ufficio Anagrafe
Via Federico Vallauri n. 10- 12040 SANT’ALBANO STURA (CN)

e-mail: segreteria@comune.santalbanostura.cn.it

  santalbano.stura@cert.ruparpiemonte.it


Certificazioni di identità: il cittadino richiede all'ufficio anagrafe il rilascio del documento di identità. Presso gli sportelli anagrafici si puó istruire la pratica per il rilascio del passaporto (concesso dalla Questura). Per alcuni paesi europei l'espatrio puó avvenire anche con la carta di identità appositamente concessa.

L'Ufficiale di Stato Civile redige ed aggiorna i registri di nascita, di morte e di matrimonio nonché di pubblicazione di matrimonio e di cittadinanza, annotando ogni variazione di Stato Civile intervenuta. Dai registri di nascita, di morte e di matrimonio sono ricavabili i certificati, gli estratti e le copie integrali. Il certificato consiste in un'attestazione che un determinato fatto o circostanza risulta agli atti dello Stato Civile; l'estratto è, invece, quella certificazione comprensiva delle annotazioni, previste dalla legge, apposte a margine o in calce all'atto dello Stato Civile; la copia integrale non è altro che la copia fotostatica o la trascrizione totale dell'atto del registro.
La certificazione rilasciata dall'Ufficio di Stato Civile per legge, ha validità sei mesi dalla data del rilascio; per gli Uffici della Pubblica Amministrazione e per i concessionari o gestori di pubblici servizi, ha validità anche oltre i sei mesi, allorchè l'interessato dichiari, in calce al documento, che le informazioni contenute nel certificato non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Tutta la certificazione rilasciata dall'Ufficio dello Stato Civile è esente da marca da bollo e da diritti - costo di ogni singolo certificato €. zero.
I certificati di cittadinanza sono rilasciati:
per i residenti in Italia dall'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza;
per i residenti all'estero dal Consolato italiano territorialmente competente.

Attualmente agli Uffici della Pubblica Amministrazione, e dei concessionari o gestori di pubblici servizi, i cittadini possono presentare, in sostituzione dei normali certificati di Stato Civile, dichiarazioni di autocertificazione anche contestuali all'istanza, sottoscritte dagli stessi.
Le dichiarazioni per acquistare, conservare, per riacquistare e rinunciare alla cittadinanza e la prestazione del giuramento, previste dalla legge, sono rese all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune dove il dichiarante risiede o in caso di residenza all'estero, davanti all'Autorità Diplomatica o Consolare del luogo di residenza. Le dichiarazioni sopra citate vengono iscritte o trascritte nei registri di cittadinanza e di esse viene effettuata annotazione a margine dei rispettivi atti di nascita, se nati in Italia. Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera, conserva quella italiana, ma puó rinunciare ad essa, qualora risieda all'estero. Nel caso in cui si acquisti la cittadinanza di Austria, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Germania o Svezia e si trasferisca la residenza nel Paese del quale si è acquistata la cittadinanza, la perdita della cittadinanza italiana è invece automatica.
Il figlio di cittadini stranieri nato in Italia non acquista la cittadinanza italiana; fanno eccezione:
il figlio di cittadini apolidi,
il figlio di cittadini stranieri che non trasmettono la loro cittadinanza al nato, secondo le leggi dello Stato di appartenenza.
Lo straniero nato in Italia, ed ivi residente legalmente, senza interruzione, fino al raggiungimento della maggiore età, diventa cittadino italiano se dichiara, entro il 19° anno di età, di voler acquistare la cittadinanza italiana, davanti all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza.
Lo straniero puó richiedere la cittadinanza italiana: a seguito matrimonio con cittadino italiano, con istanza al Ministero dell'Interno per il tramite della Prefettura da cui dipende il suo Comune di residenza, dopo sei mesi di residenza legale calcolati dopo il matrimonio, oppure, per il tramite del Consolato Italiano, se residente all'estero, dopo tre anni di residenza all'estero, sempre calcolati dopo il matrimonio.
a seguito domanda di naturalizzazione, con istanza al Capo dello Stato, per il tramite della Prefettura da cui dipende il suo Comune di residenza dopo 10 anni di residenza legale in Italia;
i 10 anni sono ridotti a 5 anni per gli apolidi e i rifugiati, e a 4 per i cittadini della Comunità Europea.
L'istanza di naturalizzazione puó essere riproposta dopo 5 anni dalla data del provvedimento di rigetto.
La denuncia di morte, necessaria per la formazione dell'atto di morte e per il rilascio del permesso di seppellimento, deve essere fatta all'Ufficio dello Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso ed entro 24 ore dall'evento.
Se il decesso è avvenuto nella propria abitazione, la denuncia deve essere fatta alla presenza di due testimoni da un congiunto, da un convivente, da una persona informata del decesso o da un loro delegato.
Normalmente è l'Impresa di pompe funebri interessata dai familiari che provvede alla denuncia, come del resto provvede a tutte le altre incombenze e pagamenti per conto dei familiari.
La stessa Impresa provvede a contattare la Parrocchia per la funzione religiosa, per l'ora del funerale e per la sistemazione al cimitero della salma, tenuto conto delle volontà della famiglia, per il rilascio delle schede I.S.T.A.T firmate dal medico curante e per il rilascio, non prima delle 15 ore, del certificato necroscopico da parte del medico dell'A.S.L. e a ritirare il permesso di seppellimento da consegnare al cimitero, oltre a fornire la cassa e tutta l'assistenza necessaria.
Se la tumulazione della salma avviene in altro Comune, ai documenti sopra citati occorre aggiungere l'autorizzazione al trasporto salma in altro Comune, che viene rilasciata su domanda in bollo redatta dall'Impresa di pompe funebri e vistata dall'AS.L. competente.
La denuncia di nascita è obbligatoria e deve essere fatta da un genitore:
entro 10 giorni dall'evento allo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il parto, indipendentemente dal fatto che i genitori siano o meno residenti in quel Comune;
entro 10 giorni dall'evento allo Stato Civile del Comune di residenza dei genitori;
entro 3 giorni dall'evento alla segreteria dell'A.S.L. dove è avvenuto il parto, la quale provvederà ad inoltrare copia atto di dichiarazione di nascita al Comune in cui è avvenuta la nascita, oppure, su richiesta dei genitori, di residenza dei genitori.
Per la denuncia di nascita di un figlio naturale valgono le stesse norme che servono per figli legittimi, ma la denuncia deve essere fatta da entrambi i genitori.
Se la denuncia di nascita viene fatta da uno solo, il nato risulterà figlio di quel solo genitore.
Successivamente il figlio potrà, in qualunque momento ed in qualunque Comune, essere riconosciuto anche dall'altro genitore, previo consenso del genitore che per primo l'ha riconosciuto.
Se il riconoscimento paterno è successivo a quello materno (e se nel frattempo i genitori non si sono sposati) per il cambio di cognome, è competente il Tribunale per i Minorenni.
Il riconoscimento non puó essere fatto da genitori che non hanno compiuto il sedicesimo anno di età.
Il riconoscimento puó essere fatto prima della nascita - riconoscimento prenatale - da entrambi i genitori o soltanto dalla madre (mai dal solo padre) presentando all'Ufficio dello Stato Civile certificato medico di gravidanza.
In mancanza di riconoscimento, cioè se la sua nascita non viene denunciata da alcuno, il nato viene indicato allo Stato Civile, come figlio di genitori ignoti.
La dichiarazione tardiva di nascita (cioè dopo i 10 giorni) puó essere fatta soltanto all'Ufficio dello Stato Civile - mai all'A.S.L. - spiegando i motivi del ritardo.
Con questa dichiarazione si puó documentare tutto ció che non è autocertificabile anche quando riguarda altre persone.
Queste dichiarazioni si presentano direttamente agli uffici, devono essere firmate e la medesima non deve più essere autenticata o si inviano assieme alla fotocopia di un documento di identità senza bisogno di autentica.

ECCEZIONE:
Le dichiarazione sostitutive dell’atto di notorietà presentate per la riscossione di benefici economici da parte di terzi o presentate a privati, richiedono l’autentica della sottoscrizione.
Per i matrimoni religiosi (concordatari):
la richiesta di pubblicazione al Comune rilasciata dal Parroco territorialmente competente per residenza o dal Ministro di culto ammesso nello Stato;
i cittadini stranieri devono presentare il "nulla osta" previsto dall’articolo 116 e del codice civile italiano, rilasciato, normalmente, dal Consolato straniero in Italia, comprensivo di generalità, nome e cognome dei genitori, stato libero, cittadinanza e residenza.
Mancando nel nulla osta uno o più di questi dati, l’interessato provvederà ad integrarli con altra idonea documentazione.
La firma del Console sul nulla osta dovrà essere legalizzata da una qualsiasi Prefettura, e quindi resa bollata.
Non necessitano di legalizzazione i documenti rilasciati dai seguenti Stati:
Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia e Ungheria.
I futuri sposi si presentano, muniti di documento di riconoscimento, all’Ufficio dello Stato Civile, nel normale orario d’ufficio e l’Ufficio, su loro richiesta, redige domanda di pubblicazione di matrimonio;
La stessa domanda puó essere spedita per posta o tramite fax, in questi ultimi due casi occorre allegare alla domanda fotocopia delle rispettive carte d’identità.
Non è necessaria la prenotazione.
Non sono più necessari i testimoni.
l'Ufficiale di Stato Civile riceve o trascrive gli atti concernenti le nascite, le morti, le cittadinanze e i matrimoni;
conserva ed aggiorna i relativi registri e qualunque atto che vi si riferisca;
rilascia certificati, estratti, dichiarazioni e copie integrali riguardanti atti di stato civile in suo possesso.
Il matrimonio viene normalmente celebrato nel Comune ove la richiesta di pubblicazione è stata fatta. Se, per ragioni particolari, ci si vuole sposare in un altro Comune, occorrerà presentare al Sindaco del Comune in cui sono state fatte le pubblicazioni una domanda in bollo sottoscritta dagli sposi nella quale dovranno essere specificati i motivi di detta scelta e il Comune dove avverrà il matrimonio.
La cerimonia è officiata dal Sindaco o dal suo delegato alla presenza degli sposi e di due testimoni maggiorenni, e consiste nella lettura degli artt. 143 (doveri reciproci dei coniugi), 144 (indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) e 147 (doveri verso i figli).
Seguono le dichiarazioni degli sposi di volersi sposare e quella del Sindaco: ??? dichiaro in nome della legge che il signor ??? e la signora ???? sono uniti in matrimonio".
A questo punto, se gli sposi lo desiderano, possono fare lo scambio delle fedi nuziali. Segue la lettura dell'atto di matrimonio con le eventuali dichiarazioni di scelta del regime patrimoniale. Gli sposi possono predisporre l'allestimento floreale della sala ed organizzare l'accompagnamento musicale alla cerimonia.
Ricevuta la richiesta di pubblicazione l’Ufficiale dello Stato Civile provvede:
a verificare l’esattezza delle dichiarazioni degli sposi;
poi a pubblicare all’apposito albo il manifesto con le generalità degli sposi per otto giorni consecutivi (se uno degli sposi è residente in un altro Comune, l’Ufficiale dello Stato Civile provvederà a trasmettere la richiesta di pubblicazione anche a quel Comune).
Concluso il periodo di affissione e attesi ancora tre giorni (ulteriore periodo in cui possono essere presentate al Tribunale eventuali opposizioni al matrimonio), consegna agli interessati, nel caso di cerimonia religiosa, il certificato di eseguita pubblicazione da portare al Parroco, il quale potrà così celebrare il matrimonio concordatario (cioè a validità anche civile), oppure provvedere alla celebrazione del matrimonio civile.
le denunce di nascita e di riconoscimento dei figli naturali, le denunce di morte, le pubblicazioni di matrimonio, le celebrazione di matrimoni civili, gli atti di acquisto, di riacquisto o di perdita della cittadinanza italiana, e per il rilascio di certificati, estratti e copie integrali di Stato civile e per dichiarazioni varie.
L’Ufficio Protocollo riceve, registra e smista la documentazione destinata alle varie Ripartizioni ed Uffici Comunali.
Anche la posta pervenuta via e-mail viene regolarmente protocollata e consegnata agli Uffici interessati.
La corrispondenza dall’esterno puó essere consegnata a mano a tale ufficio negli orari di apertura.
L’Ufficio puó attestare il ricevimento di un documento apponendo un timbro con la data di arrivo ed il numero di registrazione su una copia del documento stesso
€. 16,00 per marca da bollo da apporre sull'atto esposto al pubblico se entrambi sono residenti in Sant’Albano Stura.
€. 32,00 per due marche da bollo da apporre sull’atto esposto al pubblico se uno degli sposi è residente in un altro Comune.
L'art. 10 del decreto-legge 13 maggio 2011 n . 70, intitolato "Servizi ai cittadini", ha introdotto nuove disposizioni in materia di carta d'identità.

Alla luce delle nuove disposizioni è soppresso il limite minimo di età per il rilascio della carta d'identità, precedentemente fissato in anni quindici, ed è stabilita una validità temporale di tale documento, diversa a seconda dell'età del minore. In particolare, è previsto che la carta d'identità rilasciata ai minori di anni 3 abbia una validità di tre anni, mentre quella rilasciata ai minori di età compresa fra i tre ed i diciotto anni abbia una validità di cinque anni.

La carta d'identità dovrà riportare la firma del titolare che abbia già compiuto dodici anni e la firma di entrambi i genitori. Per il rilascio occorrono 3 fotografie recenti e uguali del minore.

Le nuove disposizioni prevedono inoltre che per il minore di anni quattordici, l'uso della carta d'identità ai fini dell'espatrio sia subordinato alla condizione che il minore viaggi in compagnia di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, o che venga menzionato - su una dichiarazione rilasciata da chi puó dare l'assenso o l'autorizzazione, convalidata dalla questura o dalle autorità consolari - il nome della persona, dell'ente o della compagnia di trasporto a cui il minore medesimo è affidato, analogamente a quanto previsto per il cd. lasciapassare ed il passaporto.

Al riguardo, al fine di semplificare l'applicazione di tale disposizione in sede di controllo alla frontiera, i genitori del minore o chi ne fa le veci, dovranno munirsi di documentazione idonea e comprovare la titolarità della podestà sul minore (es. certificato di nascita con indicazione di paternità e maternità).

Si precisa inoltre che le nuove disposizioni relative al rilascio e alla durata di validità del documento dei minori si applicano anche alle carte d'identità non valide per l'espatrio, rilasciate ai cittadini stranieri.

Nel caso di carte d'identità in formato cartaceo che compiano la scadenza quinquennale a far data dal 26 giugno 2008 il Comune procederà con la convalida del documento originario per ulteriori cinque anni, apponendo un apostilla di proroga.

Per i non residenti è necessario chiedere il nulla osta al comune di residenza.

Per le persone di nazionalità straniera, la carta ha validità limitata al territorio nazionale e  per il suo rilascio è necessario esibire il permesso di soggiorno in corso di validità. 

CONTRIBUZIONE: Il costo attuale del documento e di Euro 5,42 per diritto fisso e segreteria e di Euro 10,58 per i duplicati.

 

La carta di identità valida per l'espatrio dà l'accesso ai seguenti paesi:

Austria 
Belgio 
Bosnia
Bulgaria (max90 giorni all'interno di un semestre)
Repubblica Ceca 
Cipro 
Croazia 
Danimarca 
Egitto (la C.I. deve essere accompagnata da una foto formato tessera, che  verrà  incollata su apposito modulo distribuito sull’aereo o
all’aeroporto di arrivo per il visto)

Estonia 
Finlandia 
Francia 
Germania 
Gibilterra 
Gran Bretagna 
Grecia 
Irlanda 
Islanda 
Lettonia 
Liechtenstein 
Lituania 
Lussemburgo 
Macedonia ( solo se la C.I. è accompagnata da un apposito tesserino 
  rilasciato alla frontiera previo pagamento di una somma
  equivalente a circa € 25,82) 
Marocco (solo per chi vi si reca in viaggio organizzato) 
Malta 
Monaco 
Repubblica di Montenegro (per un soggiorno di 30 gg. massimo) 
Norvegia 
Olanda 
Polonia 
Portogallo 
Romania  (per un soggiorno di 90 gg. massimo)
Slovacchia 
Slovenia 
Spagna 
Svezia 
Svizzera 
Tunisia (solo per chi vi si reca in viaggio organizzato) 
Turchia (solo per chi vi si reca in viaggio organizzato) 
Ungheria

La carta d'identità puó essere rinnovata sei mesi prima della sua scadenza.
Non si rinnova la carta prima della scadenza se si cambiano residenza o professione.
 
CITTADINI MAGGIORENNI: presentarsi di persona presso lo sportello dell’anagrafe.

COSA OCCORRE: N. 3 foto tessera, recenti uguali e senza copricapo, documento d’identità scaduto. Per gli stranieri anche il permesso di soggiorno in corso di validità.

CARTA D'IDENTITA' DETERIORATA: E' possibile richiedere il duplicato esibendo il documento deteriorato e compilando il modulo di richiesta duplicato presso l'Ufficio anagrafe.

CITTADINI MINORENNI (da 12 anni a 18 anni): presentarsi di persona presso lo sportello dell’anagrafe con i genitori, muniti di un proprio documento di riconoscimento.

COSA OCCORRE: N. 3 foto tessera, recenti uguali e senza copricapo.
Per gli stranieri anche il permesso di soggiorno in corso di validità.

Per ottenere la validità all’espatrio è necessario la firma contestuale di entrambi i genitori o del tutore. In caso di impossibilità di un genitore a recarsi presso lo sportello, è sufficiente produrre, il modulo di richiesta di validità all’espatrio firmato dal genitore assente corredato da fotocopia del suo documento di identità. 
In mancanza di tale assenso occorre il nulla osta del Giudice Tutelare.

CITTADINI STRANIERI RESIDENTI: per il rilascio della carta d’identità agli stranieri valgono le stesse regole stabilite in generale dal T.U. delle leggi di Pubblica Sicurezza. 
Devono presentarsi di persona presso lo sportello dell’anagrafe.

COSA OCCORRE: N. 3 foto tessera, recenti,  uguali e senza copricapo, (chador ammesso solo se il viso risulta completamente visibile), documento d’identità scaduto o altro documento valido di riconoscimento e il permesso/carta di soggiorno in corso di validità.

Ai cittadini stranieri residenti la carta d’identità è rilasciata con le stesse modalità dei cittadini italiani. In questo caso ha esclusivamente valore di documento di riconoscimento e non costituisce titolo per l’espatrio.

In caso di smarrimento o furto della carta d’identità ancora in corso di validità, è possibile ottenere il duplicato della medesima previa presentazione della relativa denuncia alla Questura o ai Carabinieri (presentare originale).

I dati relativi alla carta d’identità necessari per poter sporgere denuncia (numero e data del rilascio) possono essere richiesti personalmente presso l’Ufficio Anagrafe.

La carta d’identità è valida per 10 anni dalla data del nuovo rilascio.

Se la carta d’identità viene ritrovata quando si è già in possesso di un nuovo documento, la precedente deve essere restituita all’Ufficio Anagrafe.

Accedi al sito http://www.poliziadistato.it/articolo/1087-Passaporto/
Prima della celebrazione del matrimonio gli sposi possono fare presente all'Ufficiale di Stato Civile, per i matrimoni civili, o al Parroco per quelli religiosi, la loro volontà di scegliere il regime della separazione dei beni, in modo che possa essere inserita nell'atto di matrimonio. Se nulla dichiarano, s'intende automaticamente scelto il regime della comunione dei beni.
La scelta del regime patrimoniale puó essere fatta anche successivamente al matrimonio, puó anche essere cambiata, ma sempre con atto notarile che dovrà, per essere valida, essere annotata a margine dell'atto di matrimonio. Come sopra accennato, in difetto di diversa manifestazione di volontà all'atto della celebrazione del matrimonio, o con successivo atto pubblico, il regime, che per legge, regola i rapporti patrimoniali tra i coniugi è quello della comunione dei beni ed è regolato dai seguenti articoli del codice civile:
Art. 177 - Oggetto della comunione
Costituiscono oggetto della comunione:
gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non sono stati consumati;
le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Art. 179 - beni personali
Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:
i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
i beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un'azienda facente parte della comunione;
i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purchè ció sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.
L'acquisto di beni immobili o di beni mobili elencati nell'articolo 2683 (navi galleggianti aeromobili e autoveicoli), effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.
L’ufficio predispone e redige gli atti di Stato Civile relativi alle nascite, alle morti, ai matrimoni ed alla cittadinanza. Trascrive gli atti di stato civile pervenuti da altri Comuni, da privati o da pubbliche autorità. Rilascia certificati relativi agli atti in suo possesso (tranne che per gli atti di cittadinanza, per il rilascio dei quali è competente l’Ufficio Anagrafe).
L’Ufficio Elettorale tiene ed aggiorna le liste elettorali che si distinguono in generali e sezionali; le prime comprendono tutto il corpo elettorale, le seconde i cittadini assegnati a ciascuna delle sezioni in cui è ripartito il comune.
Sono iscritti d’ufficio nelle liste elettorali del Comune i cittadini italiani che risultano compresi nel registro della popolazione stabile del Comune (e cioè nell’anagrafe della popolazione residente nel Comune stesso), semprechè siano in possesso della capacità elettorale.
Gli aggiornamenti avvengono per mezzo di revisioni:
Revisione semestrale:si procede alla iscrizione dei cittadini che raggiungono la maggiore età nel semestre successivo a quello in cui viene attuata ciascuna revisione. In questa fase viene provveduto, inoltre, alla cancellazione degli elettori sottoposti alle misure di prevenzione previste dall’art. 3 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o che siano stati eliminati dall’anagrafe della popolazione residente per irreperibilità.
Revisioni dinamiche:alle liste vanno apportate le cancellazioni per morte, perdita della cittadinanza, perdita del diritto elettorale, nonché le variazioni conseguenti al trasferimento di residenza da un comune all’altro. In questa fase vanno altresì disposte variazioni alle liste conseguenti all’accoglimento dei ricorsi e quelle relative al cambio di abitazione nell’ambito dello stesso comune.
L'Ufficio Elettorale svolge inoltre i seguenti adempimenti:
Tenuta dell’albo dei Presidenti di Seggio: il cittadino puó presentare domanda entro il 31 ottobre per Presidente di seggio elettorale, tale istanza viene trasmessa alla Corte d’Appello che la inserisce in apposito albo.
Tenuta dell’albo degli scrutatori: il cittadino puó rivolgere istanza all’Ente e successivamente, accertati i requisiti da parte dell’Ufficiale Elettorale, viene inserito in un apposito albo. La nomina degli scrutatori effettivi presso i seggi elettorali avviene per mezzo di un pubblico sorteggio tra il 25° e 20° giorno antecedente la data della consultazione elettorale.
Tenuta dell’albo dei giudici popolari: vengono inseriti d’ufficio tutti i cittadini con i requisiti prescritti.
Rilascia le tessere elettorali e relativi duplicati e le etichette per variazioni di indirizzo nell’ambito del Comune di Sant’Albano Stura, certificati di iscrizione nelle liste elettorali, stampati per le domande per l’incarico di scrutatore e presidente di seggio.
Provvede alla raccolta di firme per richieste di Referendum abrogativi, alla raccolta di firme per proposte di legge di iniziativa popolare, autentica di firme e di copie conformi.

Nei periodi di consultazioni elettorali (Politiche, Europee, Regionali, Provinciali, Comunali, Referendum) organizza (grazie all’aiuto di tutti gli impiegati del comune) tutti gli adempimenti alle stesse connessi tra i quali:
informazioni per presentazioni di liste dei candidati
propaganda elettorale
affissioni
operazioni relative alla organizzazione dei seggi elettorali

I versamenti di somme dovute al Comune a vario titolo, vengono riscossi dal Tesoriere comunale, Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant'Albano Stura.
Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio Ragioneria (0172/67142 - 2).
Il tesoriere procede all’incasso indicando tassativamente la motivazione dello stesso.
E’ possibile eseguire il versamento mediante:
contanti o assegno bancario della Banca di Credito Cooperativo presso gli sportelli della Tesoreria;
accredito sul c/c bancario IBAN IT40P0883346820000010811110 intestato alla Tesoreria Comunale;
accredito sul c/c postale n 15870124 - INTESTATO AL "Comune di S. Albano Stura - servizio tesoreria", soltanto quando indicato. Nel caso si utilizzi il versamnto tramite c/c postale copia dell'avvenuto versamento dovrà essere trasmesso agli uffici comunali.
Il Comune provvede al pagamento di somme dovute mediante emissione del relativo mandato di pagamento, che verrà estinto dal Tesoriere comunale con le seguenti modalità esplicitamente richieste dal creditore:
in contanti, presso gli sportelli della banca;
accredito sul c/c bancario intestato al creditore;
accredito sul c/c postale intestato al creditore;
commutazione in assegno circolare non trasferibile, intestato al creditore;
Nel caso di pagamenti in contanti, l’Ufficio Ragioneria informa, periodicamente, il creditore inviando un "avviso di pagamento" oppure avvisandolo telefonicamente.
Il servizio di tesoreria del Comune di Sant'Albano Stura è svolto dalla Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant'Albano Stura Agenzia di Sant'Albano Stura - via Vallauri 8 Tel. 0172/659600
POLIZIA LOCALE
Ufficio Competente  | Modulistica

I proprietari o detentori di cani, a qualsiasi titolo, sono tenuti ad iscrivere i medesimi all’anagrafe canina regionale, entro 60 giorni dall’inizio della detenzione al Servizio Veterinario A.S.L. 17 di FOSSANO Via Lancimano 51 - Tel. 0172/699341.

Presso lo stesso Servizio Veterinario va comunicato il decesso del soggetto canino o l'eventuale cessione ad altro proprietario entro 15 giorni dalla data dell'evento.

La denuncia di smarrimento del cane va presentata all'Ufficio Polizia Municipale entro tre giorni dalla data dell'evento comunicando il n. di tatuaggio o di microchip.

Allo stesso Ufficio Polizia Municipale vanno segnalati eventuali cani randagi.

Informazioni utili:
il modello per la denuncia dello smarrimento del cane

Adotta un cane
I cani randagi vaganti vengono recuperati dal Comune tramite il Canile convenzionato "Gruppo Cinofilo Valentino d DOMPE' Caterina "- Loc. Murazzo 161 FOSSANO - Tel. 0172/641051 cell. 347/7054221.


Il Comune di S. ALBANO STURA, con Delibera di Giunta Municipale n. 192 del 5.12.1999 ha deciso di incentivare le adozioni dei cani randagi recuperati.
Chi adotta un cane, dopo un anno dall'adozione previa verifica dello stato di benessere dell'animale riceve una somma "Una Tantum" di Euro 258,00.
I cani recuperati che aspettano un po’ di affetto sono attualmente cinque.
L'adozione non comporta spesa alcuna e i cani sono già registrati all'Anagrafe Canina Regionale e regolarmente vaccinati.
Cosa si intende per educazione stradale?
Si tratta dell'insegnamento delle norme del codice stradale nelle scuole di ogni ordine e grado.
I corsi di educazione stradale sono previsti nelle scuole dal "Nuovo codice della strada" approvato nel 1992.
Cosa si intende esattamente per educazione stradale?
Col termine educazione stradale si comprendono tutti quei "principi della sicurezza stradale, nonche' delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti ". Questo è quanto recita l'articolo 230 del Codice, con ció esprimendo la necessità di impartire, anche ai più giovani, le conoscenze basilari per circolare, conoscere e rispettare le regole sulla strada.Non è infatti vero che il codice stradale sia stato scritto esclusivamente per gli automobilisti. Col termine educazione stradale si comprendono tutti quei "principi della sicurezza stradale, nonche' delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti ".

Questo è quanto recita l'articolo 230 del Codice, con ció esprimendo la necessità di impartire, anche ai più giovani, le conoscenze basilari per circolare, conoscere e rispettare le regole sulla strada. Non è infatti vero che il codice stradale sia stato scritto esclusivamente per gli automobilisti. Le attività svolte dal servizio di Polizia municipale possono essere riepilogate distinguendo tra due diversi tipi di attività.

Quali sono gli obiettivi dei corsi di educazione stradale?
Gli obiettivi sono l’approfondimento della conoscenza delle norme di sicurezza, il rispetto delle regole e l’acquisizione di una maggiore coscienza civica.
Ai sensi dell’art. 116 comma 1 bis e 11 bis del D.Lgs. 30/04/1992 n, 285, come modificato dal D.L. 151 del 27/06/2003, convertito successivamente in legge, "per guidare un ciclomotore, il minore di età che abbia compiuto i quattordici anni deve conseguire il certificato di idoneità alla guida, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento dei trasporti terrestri, a seguito di specifici corsi con prova finale".
Tali corsi possono essere frequentati a pagamento presso le autoscuole; in alternativa le scuole statali e non statali di istruzione secondaria possono organizzare corsi gratuiti all’interno delle scuole stipulando convenzioni a titolo gratuito con Comuni, autoscuole, istituzioni pubbliche e private impegnate in attività collegate alla circolazione stradale.
Il programma e le procedure d’esame per il conseguimento del certificato di idoneità sono contenuti nel Decreto 30/06/2003 del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

Informazioni:
ART. 116 - D.Lgs. 30/04/1992, n. 285 modificato dal D.L. 151 del 27/06/2003
ART. 230 - D.Lgs. 30/04/1992, n. 285
DECRETO 30 giugno 2003 - Programma dei corsi e procedure d'esame per il conseguimento del certificato di idoneita' per la guida dei ciclomotori
Il pagamento delle Sanzioni amministrative deve essere effettuato come di seguito indicato
(su disposizione di questo Servizio non si effettuano pagamenti in Ufficio):
In contanti presso Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e S. Albano Stura sede di S. ALBANO STURA;
A mezzo di bonifico bancario n.: ABI 08833 CAB 46820 C/C n. 28.86.0999 a favore Tesoreria Comune S. Albano Stura;
A mezzo di C/C postale n. 15870124 intestato al Comune di S. Albano Stura;

IMU è l'acronimo di Imposta Municipale Unica. Ha sostituito la vecchia Ici, l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati. Tale imposta è stata istituita anticipatamente ed in via sperimentale dall'art. 13 del Decreto Legge del 6 dicembre 2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n.214 e disciplinata dal medesimo articolo 13 e dagli articoli 8 e 9 del D.lgs. 14 marzo 2011, n.23. Ulteriori modifiche si sono avute con la legge di Stabilità 2014 che ha abolito l'Imu sulla prima casa, tranne alcune eccezioni.
Dovrà essere pagato dai proprietari di immobili o i titolari di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.
In particolare sono soggetti all'IMU:
1. Il proprietario di immobili, cioè colui che ha il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo;
2. i titolari di usufrutto, consistente nella facoltà di godere e usare il bene "come se ne fosse il proprietario";
3. i titolari di uso, consistente nella facoltà di servirsi dell'immobile, limitatamente ai bisogni della propria famiglia;
4. i titolari di abitazione, consistente nel diritto di abitare l'immobile solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia;
5. i titolari di superficie, che consiste nell'edificare e mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui;
6. i titolari di enfiteusi, cioè il godimento di un bene altrui con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico;
7. l’ex coniuge assegnatario dell’immobile, a seguito di separazione, divorzio o annullamento di matrimonio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
8. il locatario, cioè colui che fruisce del bene, nel caso di immobili concessi in locazione finanziaria (leasing) per tutta la durata del contratto;
9. il concessionario di aree demaniali ( es., il concessionario di uno stabilimento balneare).
L'Imu con la legge di Stabilità 2014 non è più dovuta sulla prima casa e relative pertinenze. L'unica eccezione riguarda il caso in cui l’immobile è indicato come di lusso, quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8 per le quali continua ad applicarsi l'aliquota ridotta e la detrazione di 200 euro.
L'Imu resta invece in vigore sulla seconda casa.
I codici tributo F24 riservati all’IMU sono:
"3914" IMU- per i terreni- Comune
"3916" IMU- per le aree fabbricabili- Comune
"3918" IMU- per gli altri fabbricati- Comune
"3923" IMU- per interessi da accertamento- Comune
"3924" IMU- per sanzioni da accertamento- Comune
"3925" IMU- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D- Stato
"3930" IMU- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D- incremento Comune
A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento relativo all'imposta municipale propria a un comune diverso da quello destinatari dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato, i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento.
Le esenzioni rimangono invariate rispetto al 2013, in relazione agli immobili equiparati all'abitazione principale quali:
- unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari
- alloggi sociali
- casa coniugale assegnata al coniuge separato/divorziato
- immobile abitativo posseduto dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia
E' rimesso ai Comuni la facoltà di introdurre ulteriori equiparazioni all'abitazione principale.
Sono esenti i fabbricati rurali strumentali di cui all’art. 13, comma 8 D.L. 201/2011.
Per i fabbricati iscritti in Catasto il valore è determinato dalla rendita catastale, rivalutata del 5%, moltiplicata per i seguenti coefficienti:
160 per le categorie catastali A (escluso A/10) - C/2- C/6- C/7
140 per le categorie catastali B- C/3- C/4- C/5
80 per le categorie catastali A/10 - D/5
60 per la categoria catastale D (escluso D/5) - 65 a partire dal 1 gennaio 2013
55 per la categoria catastale C/1

L’abitazione principale

A partire dal 1 gennaio 2014, l’abitazione principale (e le relative pertinenze) è esclusa dalla tassazione IMU. L’esclusione non opera,peró, per le abitazioni censite nelle categorie a/1,a/8 e a/9. ai fini IMU, è abitazione principale l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. ai fini IMU, quindi, il requisito della contestuale dimora e residenza anagrafica nell’immobile del soggetto passivo e del suo nucleo familiare costituisce elemento imprescindibile perchè l’immobile possa essere qualificato come abitazione principale. per il caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, l’art.13 co.2, d.L. n.201/2011 stabilisce che le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Con tale disposizione, si è, pertanto, inteso estendere ad uno degli immobili considerati, il trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale, altrimenti non spettante. detta disposizione, attesa la natura agevolativa della stessa, è di stretta e rigorosa interpretazione. Ne consegue che al di fuori della fattispecie prevista dalla norma, ed in particolare nelle ipotesi di doppie residenze acquisite dai coniugi in immobili situati in comuni diversi, nessuna delle due unità immobiliari(fatta salva l’ipotesi di una separazione legale) puó essere considerata abitazione principale e conseguentemente esclusa dalla tassazione. sono pertinenze dell’abitazione principale, esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2 - C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria indicata, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

Le fattispecie assimilate all’abitazione principale

I Comuni possono assimilare all’abitazione principale, con conseguente esclusione dall’imposta, l’unita’ immobiliare posseduta a titolo di proprieta’ o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, sempreché la stessa non risulti locata, nonchè l’unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

Gli immobili in comodato d’uso gratuito

a decorrere dal 1 gennaio 2014, viene, inoltre, attribuita agli enti la facoltà di equiparare all’abitazione principale l’unità e relative pertinenze concessa in comodato d’uso dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado (ovvero padre -figlio), purché utilizzata come abitazione principale. L’assimilazione comporterà, per il soggetto passivo l’esclusione dall’imposta, ovvero, per le abitazioni in cat.a/1, a/8 e a/9, la tassazione con aliquota agevolata e la detrazione previste dall’art.13, co.2 cit. Qualora il Comune decida di operare in tal senso, dovrà prevedere che l’agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. Va rilevato che l’aver subordinato il riconoscimento dell’agevolazione all’utilizzo dell’immobile dato in comodato come abitazione principale determina la necessità che ai sensi e per gli effetti dell’art. 13, c. 2, d.L. n. 201/2011, il comodatario e il suo nucleo familiare abbiano la residenza e la dimora nel predetto immobile. Naturalmente, il trattamento di favore riservato all’abitazione si stende anche alle pertinenze  secondo le regole ordinarie, ovvero nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali previste C/6, C/2, C/7. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato d’uso, la tassazione come abitazione principale si applica ad un solo immobile. Il riconoscimento del trattamento agevolato per gli immobili concessi in comodato d’uso nei termini detti è, quindi, una facoltà (e non un obbligo) dell’ente locale ed è, altresì, oggetto di specifica regolamentazione da parte del comune quanto ai criteri e alle modalità di applicazione del beneficio.

I fabbricati rurali strumentali

a partire dal 1 gennaio 2014, i fabbricati rurali strumentali sono esclusi dalla tassazione. Ne consegue, stante l’esclusione oggettiva dall’imposta, la non debenza della quota d’imposta riservata allo stato per i fabbricati rurali in cat.D.

 

La ruralità ai fini IMU

sono rurali, ai sensi dell’art.9, co.3bis, d.L. n.557/1993, conv., con mod, dalla L. 26.02.1994, n.133, le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola  di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento; d) all’allevamento e al ricovero degli animali; e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giorna te lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna; h) ad uso di ufficio dell’azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1 comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228; j) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso. I fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad edilizia abitativa, invece, ai fini del riconoscimento della ruralità agli effetti fiscali, devono soddisfare le condizioni prescritte dal co.3 del medesimo art.9. per l’IMU, peraltro, contrariamente a quanto accadeva per l’ICI, non rileva ai fini della ruralità, l’accatastamento nelle cat. catastali d/10 e a/6. E’, infatti, sufficiente l’annotazione catastale, secondo le modalità previste dal d.M. 26/07/2012, tranne che per i fabbricati strumentali che sia no per loro natura censibili nella categoria d/10. Nel caso di esito negativo del controllo sulle domande e autocertificazioni prodotte dagli interessati, l’agenzia del Territorio è tenuta a notificare un provvedimento motivato con il quale disconosce il requisito della ruralità L’eventuale diniego è impugnabile innanzi alle commissioni tributarie.

 

Gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa

L'esclusione oggettiva dall'IMU è prevista altresì, a partire dal 2014, anche per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari.


La casa coniugale

Per l’ex casa coniugale  assegnata con provvedimento giurisdizionale ad uno degli ex coniugi, l’art.13, 2 co., D.L n.201/2011, prevede, a partire dal 2014, l’esclusione oggettiva dall’imposta municipale propria. SI ricorda che per gli anni 2012 e 2013, l’ex coniuge assegnatario era soggetto passivo d’imposta in forza della fictio juris di cui all’art.4, co.12- quinquies, D.L n.16/2012, conv. dalla L.n.44/2012 che gli attribuiva, ai soli fini IMU, la titolarità di un diritto reale di godimento (diritto di abitazione).

 

L’immobile posseduto dal personale delle forze di polizia,dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia

L’IMU non è dovuta per l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita’ immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonche’ dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia. A decorrere dal 1 gennaio 2014, quindi, anche per detti immobili è prevista un’esclusione oggettiva dall’imposta.

 

I fabbricati destinati ad alloggi sociali


Anche i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008 sono esclusi dall’IMU a decorrere dal 1 gennaio 2014. In particolare, il D.M. stabilisce che "?è definito alloggio sociale l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.?Rientrano nella definizione gli alloggi sociali quelli realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche "quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico" destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà. Il servizio di edilizia residenziale sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l’offerta di alloggi in locazione?.". Si deve ritenere che a decorrere dal 1 gennaio 2014, l’esclusione in oggetto operi anche per gli immobili degli Enti per l’edilizia residenziale pubblica che presentano le caratteristiche indicate nel citato D.M.

 

L’esenzione dall’ IMU per i "beni merce"


A decorrere dal 1° gennaio 2014, sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Con la risoluzione n.11/DF del 11/12/2013, il mef h precisato nel concetto di "fabbricati costruiti" si puó far rientrare anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice e sul quale la stessa procede a interventi di incisivo recupero, ai sensi dell’art.3, commi 1, lett.c), d), e f) del D.P.R. 06/06/2001, n.380. Ció in virtù dell’equiparazione operata dall’art. 5, co. 6, D.Lgs. n. 504/1992- valido anche ai fini IMU- tra i fabbricati oggetto dei suddetti interventi quelli in corso di costruzione. I primi, infatti, sono, alla stessa stregua dei secondi, considerati, ai fini della determinazione della base imponibile IMU, area fabbricabile fino all’ultimazione dei lavori.

 

L’esenzione per la ricerca


A decorrere dal 1 gennaio 2014, sono esenti dall’IMU anche gli immobili posseduti ed utilizzati dagli enti non commerciali per le attività di ricerca scientifica

L'Imu dovrà essere pagata con modello F24 nelle seguenti date:
acconto: entro il 16 giugno
saldo: entro il 16 dicembre
Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione IMU per gli immobili esenti così come per quelli dove si svolge un attività mista, entro il 30 giugno dell’anno successivo esclusivamente per via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Mef. Il versamento dell’imposta municipale propria è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs 9/07/1997, n.241, in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini di cui all’art. 9, co. 3, del D.Lgs 14/03/2011, n. 23, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento. Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso comune nei confronti del quale è scaturito il credito, risultanti dalle dichiarazioni presentate.
Per gli immobili strumentali (per destinazione o per natura) delle imprese e dei professionisti, la legge di Stabilità 2014 ha previsto la deducibilità ai fini dell'imposta sul reddito di impresa e del reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni, del 30% per l'anno 2013 e del 20% a partire dal 2014 dell'IMU; resta l'indeducibilità ai fini IRAP. Il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione principale, invece, concorre alla formazione della base imponibile ai fini dell'IRPEFF e relative addizionali nella misura del 50%.
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del D.Lgs 29/03/2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, purchè dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: a) del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000 e fino a euro 15.500; b) del 50 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500 e fino a euro 25.500; c) del 25 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000. La tassazione agevolata in oggetto è, quindi, subordinata alla conduzione diretta del fondo da parte del soggetto passivo (coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale) ed alla iscrizione alla previdenza agricola. Lo specifico rinvio all’art.1, D.Lgs n.99/2004, operato dall’art.13, co.8-bis, D.L 201/2011 determina, peraltro, l’estensione del trattamento agevolato in questione, anche agli imprenditori agricoli società di persone, società cooperative, nonché agli imprenditori agricoli società di capitali. L’art.13,5 co., D.L. n.201/2011, conv.L.214 del 22/12/2011 così come mod. dall’art.1, co.707, L.147 del 27/12/2013 ha previsto per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola un moltiplicatore pari a 75.
L’Amministrazione ha deciso di affidare l’incarico esterno alla seguente società:

GESTIONE DUOMO GPA SRL - UFFICIO DI MONDOVI’
CONTATTI: TEL. 0174/671100 - CELL. 3357795584
MAIL: MONDOVI@DUOMOGPA.IT
ORARI DI APERTURA UFFICIO: DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ DALLE 8.30 ALLE 12.30
Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
Per l'applicazione della TARI si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. Relativamente all'attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, puó considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138.
La tassa sui rifiuti (TARI) è stata istituita dalla Legge n. 147 del 27 Dicembre 2013, commi 639 e ss., decorre dal 01 Gennaio 2014 e sostituisce il prelievo vigente fino al 31 Dicembre 2013 (TARES e T.I.A.). Rappresenta la componente, relativa al servizio rifiuti dell’Imposta Unica Comunale (IUC) ed è destinata a finanziare integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a carico dell’utilizzatore.
La TARI deve essere pagata attraverso il modello F24 il quale viene spedito direttamente a casa del contribuente.
Per l’anno 2014 le scadenze della tari sono le seguenti:
acconto: 16/10/2014
saldo: 16/11/2014
La base imponibile è quella prevista per l'applicazione dell'imposta municipale propria (IMU) di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214.
La TASI è pagata da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale e aree edificabili, come definiti ai sensi dell'imposta municipale propria, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.
In caso di locazione finanziaria, la TASI è dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto ( per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna).
I codici tributo F24 riservati alla Tasi sono:
"3958"- Tasi, abitazione principale e relative pertinenze
"3959"- Tasi, fabbricati rurali ad uso strumentale
"3960"- Tasi, aree fabbricabili
"3961"- Tasi, altri fabbricati
"3962"- Tasi, interessi
"3963"- Tasi, sanzioni
TASI è l'acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, la nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014. Essa riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.
La grande novità della TASI è che il soggetto passivo non è solo il proprietario a qualsiasi titolo dei fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, le aree scoperte e le aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti, ma anche l'affittuario. La legge infatti stabilice che nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L'occupante peró verserà solo una parte del totale compresa fra il 10% ed il 30% secondo quanto stabilito dal Comune nel regolamento della TASI.
Secondo l'articolo 1, comma 4, del dl sulla finanza locale (16/2014), nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento a un comune diverso da quello destinatario dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato, i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento. Il contribuente non puó in nessun caso essere sanzionato.
Sono escluse dalla TASI tutti gli immobili che non siano fabbricati o aree edificabili (quindi ad esempio non si paga sui Terreni Agricoli e sui Terreni Incolti).
Per i fabbricati iscritti in Catasto il valore è determinato dalla rendita catastale, rivalutata del 5%, moltiplicata per i seguenti coefficienti:
160 per le categorie catastali A (escluso A/10) - C/2- C/6- C/7
140 per le categorie catastali B- C/3- C/4- C/5
80 per le categorie catastali A/10 - D/5
65 per la categoria catastale D (escluso D/5)
55 per la categoria catastale C/1
La legge 147/2013 prevede che il regolamento comunale dovrà individuare i servizi indivisibili, dando indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI è diretta.
I servizi indivisibili sono le attività dei Comuni che non vengono offerte "a domanda individuale", come è dato per esempio nel caso degli asili nido o del trasporto scolastico. Si tratta, quindi, di una serie di servizi molto ampia, come per esempio l'illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione delle strade e tanti altri ancora.
Il versamento deve essere effettuato solo con F24 con le seguenti scadenze:
16 giugno 2015 acconto imposta
16 dicembre 2015 saldo imposta
        
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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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